polpette di zucchine (e tanto altro)

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polpette di zucchine (e tanto altro)

Distrarre la mente.

C’è chi lo fa ed è sereno, e c’è chi non ci riesce.

Qualcuno sostiene che sia necessario attuare trabocchetti per ingannare la testa, al fine di stare meglio.

Altri dicono che occorra non pensare.

Credevo che fosse una scusa da vili. Ho sempre ritenuto che l’uso della razionalità e dell’analisi fosse l’unico strumento degno di rispetto. Il resto? Sciocchezze di coloro che non vogliono guardare in faccia la verità.

Ma non avevo capito che l’uso della testa, l’abuso di quest’ultima, la tempesta di connessioni logiche alla quale vorremo sottoporla per spiegarci il perché di tutto, talvolta, non porta risposte ma inutili sofferenze.

Così, ho iniziato ad invidiare i fatalisti. Coloro che dicono che qualsiasi cosa succeda, accade perché così è stato deciso. Essi non combattono una battaglia impari contro i mostri che solo il cervello riesce a creare. O contro quelli che ci presenta la vita.

Vivono perché così è stato deciso. Respirano perché i polmoni lo pretendono. Vedono perché nessuno li ha resi ciechi.

Ma sono, forse, costoro che hanno compreso che vivere sia più semplice di ciò che racconta la nostra testa?

Non lo so. So solo che da ieri ho deciso di entrare nel mio respiro e rimanerci fino a vedere dissolte le aspettative, i dubbi, le incertezze, la mia razionalità. Perché, d’altronde, in questo nostro mondo, per le certezze e per il futuro non c’è spazio. Siamo solo il frutto di un percorso già deciso. In parte anche da noi, ma solo in parte…

Per il resto, oggi a cena un bel piatto di polpette di zucchine:

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Torta Mocaccino

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Torta Mocaccino

Talvolta il silenzio è la scelta migliore.

Il rumore più forte che possa rimbombare nelle orecchie.

La migliore risposta alle parole che non meritano alcuna considerazione.

Spesso il silenzio è l’unica difesa da coloro che vogliano entrare con un carro armato nella vita altrui.

Perché dentro l’altro si entra a passi leggeri, ci si infiltra senza usare trombe che annuncino alcuna presenza.

E Tu puoi dire di avere fatto capolino sull’esistenza altrui e di esserne diventato parte integrante, solo quando il Tuo silenzio riesce a scuotere la sua coscienza.

Se ciò non accade, tranquillo, non Ti stai perdendo nulla.

Nel mentre, però, puoi dedicarTi alla preparazione di un’ottima torta, gustosa, semplice e soffice. Ideale per la colazione:

La Torta Mocaccino

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zippulasa (frittelle sarde di carnevale)

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zippulasa (frittelle sarde di carnevale)

Le ricette hanno sempre una storia, talvolta raccontano i gusti ed i modi di vivere di una famiglia, ma in generale, narrano la storia di un popolo, della sua fantasia ed abilità nella trasformazione di semplici ingredienti in piatti unici.

Domenica ho avuto il privilegio di osservare una donna di soli ottantuno inverni, preparare un dolce tipico sardo.

Mi sono recata nella sua casa e sono entrata in una stanza piccola ma calorosa, un forno a legna regnava tra le pareti e una macchina in castagno e ferro per impastare, realizzata dal figlio sulla scorta di un brevetto tutto suo, ben trent’anni prima, ancora campeggiava trionfante in mezzo alla stanza, e con addosso  i segni di numerosi impasti per pane e dolci che hanno attraversato le sue venature di castagno.

Pane e dolci.

Pane e dolci realizzati per le feste imposte dal calendario, pane e dolci per battesimi, pane e dolci per comunioni e cresime, per matrimoni, per compleanni, per le occasioni di ritrovo dei gruppi paesani, per le feste della comunità.

È incredibile ciò che possa raccontare una macchina per il pane.

Lo scorrere del tempo tra i suoi assi, mossi meccanicamente da un piccolo motorino, il cui suono e cigolio, ha accompagnato le chiacchiere di una bella mattina domenicale di Gennaio.

Ho visto polsi forti muoversi tra farina e uova, ho visto l’attenzione meticolosa nel mischiare gli ingredienti, ho visto cura per ogni singolo passaggio, ho  visto piccoli movimenti iniziali lasciare poi  spazio a ritmiche pressioni delle mani sull’impasto.

Ho visto la forza di una donna regnare nella sua cucina.

E ho compreso più dei giorni precedenti a quella domenica di gennaio, come l’età sia solo un piccolo ed insignificante relativismo quando a governare le azioni di un uomo è la forza misteriosa che possiede dentro il proprio corpo.

La caparbietà e la fierezza di una donna che mi ha insegnato e tramandato una ricetta legata alla storia di un popolo, il suo, il mio, quello sardo.

Ricetta delle zippulasa

1,5 kg farina

300 gr zucchero semolato

267 gr patate bollite e schiacciate

2 bustine di vanillina

2 cartine di zafferano

La scorza di 3 arance (potete aggiungere anche il succo di arancia oltre alla scorza)

597 gr di latte tiepido (non è stato usato tutto)

6 uova

126 gr di acquavite (nel corso della ricetta è stata aggiunta una piccola quantità)

3 panetti di lievito di birra (meglio se avete lievito madre)

sale q.b.

olio per friggere

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Torta alle mele e yogurt

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Torta alle mele e yogurt

I pensieri.

“Rappresentare qualcosa nella mente”, ecco come alcuni dizionari intendono il verbo pensare.

E c’è chi, come Wikipedia, asserisce che i “pensieri” costituiscano un processo che si esplica nella formazione delle idee, dei concetti, della coscienza, dell’immaginazione, dei desideri, della critica e dei giudizi.

Un caos cosmico, insomma.

Una sorta di Big Bang del cervello.

pensare…è un’attività impegnativa, ed i pensieri non sono sempre frutto di un cammino semplice, anzi, talvolta esso risulta essere tortuoso ed impegnativo.

Nel mare magnum dei pensieri, c’è chi distingue i “buoni” dai “cattivi”…così, per lo meno, si dice.

Anche se non so chi abbia creato tale discrimine, forse è un assioma che appartiene al patrimonio dell’uomo dalla notte dei tempi.

Io conosco diverse categorie di pensieri:

Quelli che ben si accompagnano alle note musicali di certe canzoni, struggenti e malinconici, tristi e deprimenti. Quelli che se gli dai retta ti trovi giù da una scarpata tra le onde del mare.

Poi ci sono quelli che ti proiettano fuori dal corpo in dimensioni spazio/tempo senza data e senza luoghi definiti, che ti fanno scorrere il sangue caldo nelle vene, che ti fanno illuminare gli occhi e credere d’essere invincibile e fuori limite corporeo.

Quelli che quando sei in macchina ed apri il finestrino, ti fanno entrare l’aria dentro…e tu canti.

E poi ci sono quelli che il tempo passato te lo ricordano.

Quelli che si rincorrono negli anni con date e luoghi precisi, come preciso è lo scorrere del tempo lungo il calendario delle stagioni della vita.

Essi hanno un viso ed una voce, un suono, una melodia ed il titolo di un libro, forse il primo che hai conosciuto, quello con le immagini colorate, con la scritta “Chicco e Chicca” dove hai abbozzato per la prima volta nella tua vita, il tuo nome.

Quelli che hanno il gusto “dolceamaro” degli anni che non torneranno più ed il sapore  dell’”avrei potuto fare, ma”.

Talvolta, questi ultimi, sono quelli più bastardi.

Non cedono neanche con l’età, il loro posto d’onore nella classifica dei peggiori pensieri.

Pensare è una condanna, forse.

Ma sono convinta che la torta, pensatissima, che vi propongo ora, potrà aiutarvi a non pensare mentre pensate solo a preparare essa…

Buona torta a tutti, con la torta allo yogurt e mele.

Ingredienti:

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Tonno ai semi di sesamo in salsa d’arancia

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Tonno ai semi di sesamo in salsa d’arancia

Il sapore agrodolce

Nella cucina c’è un gusto particolare che a me piace, è l’agrodolce.

Credo che sia il raggiungimento dell’equilibrio per eccellenza.

Non c’è nulla che sia in esso più dolce o più acre…è il punto esatto in cui i “più” di ambedue le parti, si annullano a vicenda, regalandoci un sapore dal gusto equilibrato e perfetto.

Se dovessi pensare al raggiungimento di un punto di equilibrio nel corso della vita, lo assocerei al sapore dell’agrodolce.

Dove il dolce delle esperienze sia sempre mitigato dall’aspro di altrettante…

Perché senza l’aspro, non si può riconoscere la dolcezza…non si avrebbero termini di paragone, non si coglierebbe l’importanza delle dolci consapevolezze che accompagnano il nostro percorso in questa dimensione terrestre.

Senza l’acre non si darebbe importanza a ciò che allieta le nostre giornate.

E d’altronde, il troppo dolce, il solo dolce, a lungo andare, nausea.

Ci rende pigri, demotivati ed emotivamente lenti.

L’aspro da risalto ai sensi e ci sveglia dal torpore…

Ma l’aspro, da solo, è insostenibile, opprimente, devastante.

È allora che abbiamo bisogno d’essere cullati dalle braccia della dolcezza…

E così, via via che l’altalena dell’agrodolce si solleva in alto tra le nuvole sino a ridiscendere sulla terra, talvolta, facendoci anche cadere, noi godiamo di un’infinità di emozioni che non potremo mai assaporare se l’agrodolce non fosse entrato nelle nostre vite….

Buon tonno a tutti con una salsa agrodolce alle arance che rappresenta, per me, una delle delizie dei sensi….

Ingredienti:

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La torta di Nonna Papera a modo mio

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La torta di Nonna Papera a modo mio

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Chi, da bambino, non ha mai desiderato di tuffarsi nelle torte di Nonna Papera? leggevo i fumetti ed immaginavo di entrare nella sua casa dove l’odore dei dolci  invadeva le narici del mio naso. I bambini hanno il dono più grande che dovremo coltivare anche da adulti: il potere di immaginare e di fantasticare, di sognare, anche solo un dolce, anche solo una di quelle torte fatte con la marmellata viola colorata da un pennarello.

Osservando i bambini, ci si rende conto di quanto possa essere semplice vivere.

I bambini non hanno velleità particolari, i bambini non desiderano a vuoto, i bambini creano nel presente ciò che la loro testa immagina.

Vogliono una casa? niente di più semplice, per loro, che asserragliarsi dietro divani e poltrone, immaginando di avere la villa delle bambole più bella del mondo.

Vogliono la moto? ok, a disposizione c’è una sedia, quella in legno, squadrata, che disposta in orizzontale  resta perfettamente in equilibrio: ora ci si può salire sopra ed impugnare le listelle dello schienale, per fingere di montare una moto velocissima e sentire il vento in faccia che scompiglia i capelli.

Sono belli, i bambini.

Quando li guardi negli occhi e ti raccontano cosa vorrebbero fare da grandi, o quando ti chiedono di disegnare il pesce più grande del mare od il topo che si mangia il formaggio, o le principesse che vanno al ballo nel castello ubicato nelle loro idee di posti meravigliosi.

Ogni tanto dovremo ricordarci dei giochi che facevamo da piccoli, per capire quanto grande fosse il nostro potenziale di uomini e riuscire a realizzarlo anche nella vita di tutti i giorni, senza troppe pretese, ma con più fantasia e gioia.

Perchè l’uomo che siamo, è il bambino in potenza che non ci ha mai abbandonato e che ti prende per mano nei momenti più tristi, aiutandoti a sopravvivere quando non è semplice avere la casa più bella del mondo, o la moto veloce che scompiglia i capelli…

A voi che ancora coccolate e proteggete il vostro bambino, dedico questa mia sperimentazione: La torta di Nonna Papera a modo mio.

“A modo mio” perchè, sinceramente, a me la “apple pie” come da sua ricetta originaria, non è piaciuta per niente…quindi, con buona pace di tutti, mi sono rifatta una torta che ho battezzato in questo modo…spero possa piacere anche a voi!

Ingredienti:

1

300 gr. burro;

4 tuorli uovo;

500 gr. farina;

la scorza di un limone grattugiato;

200 gr. zucchero;

un pizzico di sale fine.

PER IL RIPIENO:

3 mele;

marmellata di pesche a piacimento;

due biscotti spezzettati;

succo di mezzo limone;

5 cucchiaini di zucchero.

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Parmigiana di zucchine e pancetta

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Parmigiana di zucchine e pancetta

Ci sono due ingredienti che si attraggono particolarmente.
Sono la zucchina e la pancetta.
Nascono, crescono e vivono in mondi completamente diversi.
Nonostante tutto, però, quando si incontrano la loro attrazione si palesa
immediatamente alle pupille gustative di coloro che hanno il piacere di
incontrarle nel proprio palato.
La zucchina e la pancetta.
Hanno un profumo inconfondibile, allorché si fondono insieme.
Il delizioso grasso della pancetta avvolge in un ammaliante abbraccio la polpa
della zucchina.
Ed insieme producono una musica che solo loro riescono a creare.
Il piacevole suono dello sfrigolio dei due ingredienti che, meglio di ogni
altro, inebria l’ambiente della loro presenza.
Oggi voglio postarvi la ricetta che li vede protagonisti in un ottimo primo piatto:

PARMIGIANA DI ZUCCHINE E PANCETTA

Ingredienti per 16 porzioni (2 teglie da sei ed 1 da quattro):

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